L’amore è amore
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- Pubblicato Sabato, 23 Novembre 2019 15:19

L’ottava edizione di Lecite Visioni – Storie di amori Lgbt si terrà dal 27 novembre al 1° dicembre a Milano al teatro Filodrammatrici. Tra le rappresentazione anche prime nazionali.
«Ideato nel 2012 dal Teatro Filodrammatici di Milano, il festival lecite/visioni nasce sin dal principio con l’idea di raccontare l’amore vero, che non prevede etichette e limitazioni. Intorno a noi vediamo chiusure e barriere, paure che alimentano paure. È necessario, una volta di più, affermare l’esistenza di ogni forma d’amore. L’amore è amore, dicono. Ma, evidentemente, non abbastanza». Sottolineano Tommaso Amadio, Bruno Fornasari, Direzione artistica del Teatro Filodrammatici di Milano
«Quando otto anni fa è iniziata l’avventura di lecite/visioni, la rassegna di drammaturgia LGBTQIA promossa dal Teatro Filodrammatici, sentivamo doveroso aprire uno spazio dedicato a quei lavori che non trovavano ospitalità nei cartelloni delle stagioni a causa della loro “scomoda” tematica, auspicando che la situazione potesse evolvere nel futuro prossimo, rendendo non più necessaria una simile iniziativa. Dobbiamo purtroppo constatare, salvo meritorie eccezioni, che così non è stato e, in un periodo in cui l’omofobia nelle sue manifestazioni peggiori sembra venir legittimata, siamo dunque qui, grazie al fondamentale supporto dell’8xmille della Chiesa Valdese, a ribadire la nostra presenza e i nostri diritti attraverso la voce del teatro». Aggiunge Mario Cervio Gualersi, Direzione artistica del Festival lecite/visioni.
Il Programma
Si inizia mercoledì 27 novembre con “Fullin legge Fullin”, uno spettacolo leggermente autoreferenziale
in cui Alessandro Fullin si racconta attraverso l’attività che più ama: scrivere.
Dalla lista della spesa agli spensierati aforismi, dalle lettere d’amore alle mail mai inviate, il ritratto di un uomo che molti percepiscono come un comico non vedendolo per quello che realmente è: una missionaria. Solo sul palco, per 60 minuti, Fullin legge se stesso per tentare di trovare un filo logico in una vita che ha fatto il possibile per essere un gomitolo che anche Arianna avrebbe difficoltà nel dipanare.
Giovedì 28 novembre viene proposto “Pochos”. Scritto e diretto da Benedetto Sicca.
Sette anni fa, un giovane napoletano omosessuale lanciò un post su una chat di appuntamenti gay con l’invito a giocare una partita di calcetto. Arrivarono le prime adesioni e nel giro di qualche settimana “la partitella” diventò una consuetudine, tanto che i ragazzi decisero di costituirsi in una vera e propria squadra col nome “Pochos” – scugnizzi in spagnolo – in onore del nomignolo del calciatore Lavezzi. Uno spettacolo sulle nostre abitudini sessuali, sui nostri desideri e sull’amore per il calcio, nel quale il pubblico è invitato a fare un’allegra riflessione sulla propria sessualità e su quanto i desideri possano trasformarsi in fonte di liberazione.
Venerdì 29 novembre è la volta di “12 baci sulla bocca” di Mario Gelardi, uno spettacolo
della Compagnia Nest per la prima volta a Milano.
Ambientato nella Napoli degli anni ‘70. La provincia soffocante e a volte disorientante napoletana. Il conflitto politico e sociale che divide il paese sembra lontano da queste terre. In questo ambito nasce “12 baci sulla bocca” che racconta l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto e Massimo, fratello “ripulito” del proprietario di un ristorante.
Sabato 30 novembre si può gustare “Ci vediamo all’alba” di Zinnie Harris con la regia di
Silvio Peroni. Anche questa è una prima milanese.
Due donne (Robyn e Hellen) si trovano su una spiaggia lontana dopo un violento incidente in barca. Stordite dall’accaduto, cercano un percorso verso casa. La terra sconosciuta nella quale sono giunte non è ciò che sembra e pur restando insieme sono distanti l’una dall’altra più che mai. Sembrano una coppia felice di essere sopravvissuta, tante sono le domande: dove sono? Perché non possono tornare a casa? Perché Robyn è ossessionata da immagini di un’altra versione più terribile della realtà? Tutto ciò è misterioso; forse non del tutto per coloro che hanno vissuto nella loro vita dolori e feroci fantasie.
E infine domenica 1 dicembre vi sono due spettacoli: “Shalom” alle 18 e “Tangeri” alle 21.
“Shalom” di Laura Fossa con Gaia Carmagnani, Alberto Mancioppi, Alessandro Savarese, Francesco
Sferrazza Papa, il testo ha vinto la II edizione del Premio Carlo Annoni. Nato in Israele in una famiglia di stretta osservanza religiosa, il giovane Shalom si trasferisce a New York per completare gli studi e iniziare la carriera di avvocato. Qui fa coppia con Jenny, brillante ragazza della ricca borghesia cittadina con la quale sembra sereno e appagato. Lo sarà sino a quando nella sua vita, per un caso del destino, nello studio legale in cui lavora compare Jack, affascinante manager in procinto di divorziare dalla moglie. Tra i due scoppia il classico colpo di fulmine: un amore a prima vista che gli fa presto dimenticare la fidanzata e prendere finalmente coscienza della sua vera sessualità.
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“Tangeri” è uno spettacolo musicale ideato da Silvano Spada e interpretato da Gianni De Feo, ed è incentrato sulla figura del celebre cantante e ballerino spagnolo Miguel de Molina, nato a Malaga nel 1908 in una poverissima Andalucía. Perseguitato dalla dittatura franchista a causa delle sue idee antifasciste e della dichiarata omosessualità, fugge in Argentina dove, legato in amicizia a Evita Peron, consacra il suo successo. Muore nel 1993 a Buenos Aires, e là è sepolto.
Programma completo e informazioni su biglietti e costo sono sul sito del Teatro Filodrammatrici.
