Famiglie Arcobaleno: "Sostenete l'Italia che resiste"

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L’associazione dei genitori e aspiranti genitori omosessuali ha lanciato la sua prima campagna di sottoscrizioni.






 


In occasione delle feste natalizie Famiglie Arcobaleno, l'associazione dei genitori e aspiranti genitori omosessuali, ha lanciato la sua prima campagna di adesioni rivolta a tutte le persone che ne sostengono le battaglie, pur senza essere soci. Con una spesa minima da cinque euro in su sarà possibile diventare sostenitori dell'associazione, info sul sito.


Famiglie Arcobaleno è nata nel 2005 con poche decine di aderenti, oggi ne conta oltre 1300 con centinaia di figlie e figli, in alcuni casi già maggiorenni.
«Molte cose sono cambiate in questi anni - racconta la presidente Marilena Grassadonia - nella nostrabanner-sostenitori associazione e nella società italiana. L'omogenitorialità oggi è una realtà conosciuta da milioni di italiani, anche grazie a noi. Durante la battaglia per le unioni civili, inoltre, abbiamo misurato l'ampiezza del sostegno nei nostri confronti da parte di singoli e associazioni che, come noi, si battono per un Paese più giusto, aperto, laico e femminista. Oggi vogliamo chiamare a raccolta questo pezzo di Paese in un momento politicamente difficile: insieme al riconoscimento dell'omogenitorialità sono cresciuti anche gli attacchi nei nostri confronti, da parte degli stessi che attaccano i diritti delle donne, delle persone immigrate, dei sostenitori dei diritti civili. Siamo un pezzo dell'Italia che resiste e vogliamo continuare le nostre battaglie di sempre con più forze: siamo cresciuti, sono cresciute le sfide. Sappiamo che ci sono migliaia di persone che simpatizzano per noi:    chiediamo loro di farsi sentire, per contarci e per contare di più».


Ho chiesto a un amico che fa parte dell’associazione perché è così importante e la risposta è stata semplice e chiara: «Se vuoi contare devi avere almeno 5mila sostenitori altrimenti avranno voce in capitolo solo le associazioni integraliste che negano l’esistenza delle famiglie arcobaleno».

Io non ho bambini, ma mi ho aderito per dar voce a questa importante realtà del mondo Lgbt.


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