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Un ricordo di Deborah Lambillotte

 

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Il 28 luglio 2016 moriva Deborah Lambillotte transgender belga, attivista per i diritti LGBT, fondatrice di Arcitrans in Italia e co-presidente di ILGA-Europe. La ricorda Matteo Pavesi.




 

Il 28 luglio moriva Deborah Lambillotte, transgender belga, attivista per i diritti LGBT, fondatrice di Arcitrans in Italia e co-presidente di ILGA-Europe. Abbiamo chiesto a Matteo Pavesi di scrivere un breve pensiero per ricordarla.


Immagina Via Castel Morrone che è uno splendido viale alberato nel centro di Milano, una casa stile liberty, un’accoppiata vincente per il primo incontro; le aspettative erano molto alte. Io ero accompagnato da cari amici e dal mio primo fidanzato; la porta si aprì e vidi in controluce la figura di una donna ben vestita di una stazza imponente che ci salutò in un italiano perfetto ma con un adorabile accento del nord Europa.


Deborah rompeva gli schemi, aveva avuto una vita che poteva essere un romanzo e la sua casa deborah-lambilotterappresentava tutto questo: era incasinata, come era lei. Cucinava benissimo ed era molto ironica. Per qualche attimo mi scrutò con sguardo intimidatorio poi, quando capì che gli ero simpatico, diventò accogliente e ci intrattenne su qualsiasi tipo di argomento. Le serate con lei e gli amici sono state moltissime, sempre divertenti e sempre fuori dagli schemi come era lei.


Il ricordo che mi preme più condividere è giunto proprio in una di quelle serate; mentre tutti si divertivano, Deborah mi prese per mano e mi portò davanti alla sua libreria, creativa anche quella. Prese un libro di cucina stellata e mi fece vedere una foto di un uomo con la barba ma che aveva uno sguardo che avrei potuto riconoscere ovunque. Non ci fu bisogno di parlare, Deborah mi abbracciò, sapevo tutto di lei ma quello fu l’inizio di una forte amicizia. Quella foto era in qualche modo la sua sofferenza e avevo capito che condividerla con me era stato un regalo, da quel momento ci siamo divertiti ancor di più.
Lei non credeva molto alle stelle e allora mi punzecchiava, discutevamo sempre con il sorriso sulle labbra, non la volevo convincere ma lei mi faceva domande provocatorie alle quali la mia luna sagittario rispondeva con puntualità; la cosa più divertente è che per lei avevo fatto due oroscopi: uno della sua prima nascita e uno della sua rinascita. Passavamo le giornate a capire quale dei due funzionava di più. Le sue stelle sono tornate in cielo ma per me lei è ancora qui.
MP


              marco mori e deborah lambil




 

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