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Perché non lei

 

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Un amore omosessuale. Ma c’è molto di più nel romanzo di Marisa Giaroli: la storia di una donna che ha il coraggio di voltare pagina, gioie e dolori di provincia e famiglia.







 

È difficile recensire un romanzo di cui si è fatto l’editing senza apparire melensi e scontati. Io ci provo lo stesso.
“Perché non lei” non è solo la storia di un amore tra donne, sarebbe troppo riduttivo perché c’è molto di più. Ci sono le paure, i pregiudizi e la cattiveria che questa relazione può suscitare.
Ma non è tutto, c’è anche la vicenda di una donna che prende consapevolezza di se stessa, che ha il coraggio di voltare pagina, dopo aver ricevuto un brutto schiaffo dalla vita. Si parla anche della famiglia che è un bene prezioso ma può diventare limitante e oppressiva.
E poi c’è la provincia con tutti i pro e i contro. Un argomento affrontato in molti romanzi e film perchécover-perche-non-leioffre tanti spunti di riflessione sulle dinamiche che si scatenano nelle piccole comunità.

Non è la prima volta che Marisa Giaroli narra di omosessualità, era già accaduto con “Canoni e contrappunti”. E lo fa con delicatezza rifuggendo dai luoghi comuni, si percepisce una ricerca per trattare l’argomento, perché affronta uno dei temi più difficili: l’accettazione di se stessi e il coming out. Ma non abbiate timore, la scrittura è sempre scorrevole, timori e paure sono inseriti in una trama ben costruita. Il lettore viene preso per mano e portato piano nella vicenda. Non mancano i colpi di scena, le situazioni divertenti e quelle drammatiche. Tutto sapientemente dosato e mixato.

Anche la copertina merita attenzione: è tratta da Infinito di Arianna Cox, olio su tela, 55x40, 2017.
Il romanzo è disponibile in versione cartacea e digitale su Youcanprint, IBS e Amazon.

Non è mia consuetudine fare riassunti del romanzo, ma questa volta faccio un’0eccezione e vi propongo la sinossi. Inoltre, chi lo desidera può leggere un “assaggio” del romanzo su Amazon.
(M.Z.)





Sinossi

C'è forse qualcosa di più semplice e allo stesso tempo complesso dell'amore? All'apparenza certamente no. Ma leggendo tra le righe di ogni storia, di tutte le storie, è possibile vedere, a volte addirittura sentire, il dolore, i dubbi, le insicurezze di chi sa di amare ma non ha il coraggio di ammetterlo. A Nicoletta accade proprio questo: l'incontro con Andrea, pittrice di successo, donna forte e fragile allo stesso tempo, la turba così profondamente da sconvolgerla con una forza per lei inconsueta. La caparbietà dell'una contro i timori dell'altra. Le certezze di una vita contro l'ignoto. E, su tutte, una domanda: "perché non lei"?




Chi è Marisa Giaroli
È nata a Reggio Emilia, dove risiede. Ha svolto la sua attività professionale presso la scuola e presso ilmarisa-giaroli Provveditorato Studi fino al pensionamento. Da sempre impegnata in politica e in favore delle donne, nel 1990 ha ricevuto il “Premio alla Cultura” istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Poetessa e romanziera apprezzata da pubblico e critica, tra le sue pubblicazioni ricordiamo Concerto d’addio e Canoni e contrappunti, con i quali ha ottenuto numerosi riconoscimenti di livello nazionale.



Chi è Arianna Cox
Nasce a Parma nel 1975. Studia disegno e l’arte di dipingere con lo zio materno, Bruno Bertolini, pittore professionista già negli anni Quaranta. È questo vivere l’arte nel quotidiano, fin nei primi anni di vita, che la rende recettiva e affascinata da ogni sua forma. “Il mio primo incontro con l’Arte l’ho avuto ancora in fasce: con uno zio pittore sarebbe stato impossibile evitarla a lungo. A cinque anni lo studio dove lavorava era per me il più bel parco giochi che potesse esistere: l’odore dell’acquaragia, quei tubetti di colore malamente schiacciati; le tele da finire, le lastre di rame, i pezzi di cornice e le veline con quei disegni che mi sembravano già perfetti e che già potevo immaginare in movimento, sotto i tratti dei Arianna-Coxpennelli: avrebbe potuto anche piovere tutto il pomeriggio, ma io sapevo che me ne sarei andata in giro per paesaggi inconsueti, volti imperfetti, emozioni falsamente celate da piccoli movimenti e sfumature, così vere che ne avrei potuto sentire il rumore. Mi sembra quasi incredibile che il mio primo amore sia stata la scrittura: quando imparai l’importanza delle piccole cose, di un quotidiano magnifico nella sua semplicità, raccontai di questo, in poesie e fiabe... e canzoni in un musical, La Luna & il Vento, che confonde la mia passione per il teatro e l’amore per il raccontare le storie di cui nessuno si accorge o non si vuole accorgere”. La passione per la pittura, sua grande maestra d’anima, arde sotto le braci di queste sperimentazioni e resta per lungo tempo in attesa di essere ascoltata. La morte dello zio, avvenuta nei primi anni del nuovo millennio, le restituisce vivi quei ricordi d’infanzia: la sacrificale scintilla che la porta a reinterpretare se stessa nella sola dimensione che meglio la rivela. “Non ho mai creduto che l’arte potesse essere vincolata alle nostre consapevoli potenzialità. Nel suo concetto di essenza eterea, di tutto che convoglia il nulla, si mischia senza spiegazione alle nostre emozioni, per loro stessa natura inafferrabili e potenti, e dà vita a qualcosa di esclusivo che non ha bisogno di essere per forza compreso, ma assolutamente vissuto”. “Ancora una magia che mi insegnò mio padre: fotografare e sviluppare le foto: quei toni di grigio che nessuna sintesi digitale può riprodurre, così vicini alla verità e che poco a poco riaffiorano dai liquidi limpidi, miscelati come una pozione, resteranno per me un misterioso esempio di come la scienza e l’arte, perfette sconosciute, possano estenuarsi nel creare simbiosi magnifiche. L’Arte è una grande maestra di vita e io, come l’Apprendista Stregone, continuerò a sperimentare, sbagliare, capire”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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