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Da quando Ines è andata a vivere in città

 

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La raccolta di racconti di Dario Accolla propone tanti piccoli microcosmi con problemi e gioie e, in alcuni casi, con il “peso” di essere omosessuali o transgender in una società che anche nel XXI secolo ci guarda con imbarazzo, curiosità, disprezzo.







 

Dario Accolla è un amico che ho incontrato quando vivevo a Roma, conoscevo i suoi saggi ma mi era sfuggito “Da quando Ines è andata a vivere in città”, pubblicato nel 2014 da ZONAContemporanea.
Non sono una grande appassionata di racconti perché mi lasciano sempre con la voglia di conoscere meglio i protagonisti, anche la raccolta di Accolla mi ha suscitato la voglia di sapere di più, però è sicuramente una lettura piacevole che mi sento di consigliare.

Non vi racconterò le storie perché c’è più soddisfazione a scoprirle pagina dopo pagina, però mi piace evidenziare che la comunità LGBT è inserita nella vita quotidiana, come avviene nella realtà di tutti cover-ines-cittanoi. Tanti piccoli microcosmi con problemi e gioie e, in alcuni casi, con il “peso” di essere omosessuali o transgender in una società che anche nel XXI secolo ci guarda con imbarazzo, curiosità, disprezzo. Perché l’omofobia si annida anche dove meno te l’aspetti.

Mi sono ritrovata nella domenica di Laura che assapora i suoi spazi nella nuova casa. Ho trovato molto calzante il “ritardo lesbico”, che non è un insulto ma solo un modo di definire l’approccio all’inizio di una relazione tra due donne. Ho concordato con Carmen quando ha commentato «… e siccome la vita è cattiva, ci sorprende con la sua mancanza di fantasia.»

Con i racconti di Dario Accolla ho sorriso e mi sono commossa, partecipando alle vicende dei protagonisti. Il mio preferito è “Le due verità”, però ho apprezzato la dolcezza di “Come la prima volta” e la speranza di “Chiamami Ines”.

Purtroppo il libro è disponibile solo in formato cartaceo e non è prevista la versione digitale.
M.Z.

 

 

Sinossi
C'è Giorgio, che aspetta quell'unico giorno dell'anno per vivere il suo amore clandestino. Eva, che non sa dire di no a una storia che si sgretola. Laura, che deve fare i conti col fantasma di Marica. Ines invece è alla ricerca delle ragioni della morte del figlio. In un bar del centro due sconosciuti rivivono ogni sera la stessa storia mentre Martino e Vittorio sfideranno addirittura la fine di tempi. Per poi incontrarsi tutti a una cena in una notte di pioggia. Sette storie di fragilità, coincidenze, piccole rinascite interiori. Sette brani che scorrono come in una playlist, con una traccia fantasma finale.

 

 

 

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Chi è Dario Accolla

Ha un dottorato in Filologia moderna e è un attivista per i diritti delle persone Lgbt. È tra i fondatori del sito di informazione Gaypost.it e ha un blog su Linkiesta.it e su Il Fatto Quotidiano. Ha già pubblicato i saggi “I gay stanno tutti a sinistra – Omosessualità, politica, società” (Aracne, Roma 2012), “Mario Mieli trent’anni dopo”, con Andrea Contieri (Circolo Mario Mieli, Roma 2013), la raccolta di racconti “Da quando Ines è andata a vivere in città” (Zona, Arezzo 2014) e “Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile” (Villaggio Maori Edizioni, Catania 2015). La sua ultima opera è “Il gender: la stesura definitiva” (Villaggio Maori Edizioni, Catania 2017). Il suo blog personale è Elfobruno.
Sogna un mondo con più uguaglianza. Nel tempo libero insegna.

 

 

 

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